venerdì 12 giugno 2015

12 giugno 2015

Dopo due mesi di "peregrinazione" lungo le strade della nostra parrocchia, visitando diverse famiglie, la Madonnina fa rientro in Chiesa. Grazie a chi ha accolto nella propria casa l'immagine di Maria nel cui cuore materno abbiamo posto ansie e speranze, gioie e preoccupazioni. Grazie a tutti i collaboratori che si sono impegnati in questa "peregrinatio" 2015 e grazie a te, Mamma celeste, che su tutti hai volto il tuo sguardo di tenerezza e di misericordia.

lunedì 8 giugno 2015

Corpus Domini 07 giugno 2015

Lodiamo il Signore per la sua infinita misericordia. I nostri trenta ragazzi hanno celebrato il loro primo incontro con Gesù Eucaristia. Dopo averli affidati alla protezione della Venerabile Rachelina Ambrosini, sono stati accompagnati nella nostra chiesa parrocchiale. Nel corso della celebrazione, dopo essere stati chiamati per nome e dopo aver acceso la candela al cero pasquale, hanno fatto, insieme con la comunità, la professione di fede. Auguri, piccoli amici di Gesù. Crescete nell'amicizia con Lui e nell'amore verso il prossimo.





giovedì 4 giugno 2015

Riflessione

Al termine di questi "post" sui viaggi missionari, proponiamo questa riflessione conclusiva che ci proietta comunque nella continuità del servizio, avendo scelto per quest'anno 2015 il progetto nella missione di Bevalala in Madagascar per la costruzione di nuove aule e nuova mensa scolatica. Si confida come sempre nella Divina Provvidenza e nella generosità di tutti.

Visitare e vedere”: sono la costante dell’azione storico/salvifica di Dio nel popolo di Israele e, più in generale, nella vita degli uomini di tutti i tempi e di tutti i mondi. Tale dovrebbe essere anche la costante della vita cristiana: avere il coraggio di aprire gli occhi sulle miserie umane, di ascoltare il grido di sofferenza che proviene alto da tante zone umane crocifisse di questa terra, di visitare l’uomo prostrato e umiliato nella sua dignità, di fermarsi sulle infinite strade che da Gerusalemme portano a Gerico.  “La notte è buia e io sono lontano da casa; ma non pretendo di vedere l’orizzonte: un passo alla volta mi basta. Al prossimo passo”. Così concludevo le mie riflessioni dopo aver visitato, per la prima volta, la missione di Mahitsi in Madagascar nel giugno del 2002.

Da allora sono stati macinati migliaia e migliaia di kilometri:  dalle favelas di San Paolo allo smoky mounting di Manila, dagli slums di Nairobi agli sguatters di Las Pinas/Manila, dai pagliericci della sterminata savana di Ol Moran in Kenya alle baracche di Mahitsi in Madagascar alle povere capanne dei villaggi Filippini e della terra brasiliana di Jaiba: un itinerario che stringe il cuore in una morsa di dolore.  Ma pur in questa morsa, il cuore non può non aprirsi per dire:  “Grazie, Dio. Grazie per avermi condotto su queste vie di sofferenza e di speranza insieme, di miseria e di solidarietà, di povertà e di servizio; grazie per avermi guidato lungo le strade del mondo dove un pezzo di umanità crocifissa è amata e salvata, servita e risuscitata”.

A te la gloria, Signore, a noi la vergogna sul volto”: sono queste parole del Salmista che hanno tracciato le mie esperienze missionarie, sino all’ultima dello scorso anno in Etiopia. La gloria a Dio che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, la vergogna sul nostro volto per aver deturpato la Sua creatura, il frutto del Suo immenso Amore e della Sua infinita tenerezza.  Sono stati passi difficili e duri: durezza della fatica per raggiungere le missioni attraverso percorsi accidentati, voragini e foreste; durezza di quanto abbiamo visto e toccato in questi pellegrinaggi sulle frontiere della miseria umana. E sono state proprio le parole dell’apostolo Giovanni che mi hanno riempito mente e cuore dopo aver visitato i tanti villaggi malgasci, kenioti, brasiliani: “Colui che noi abbiamo sentito, Colui che abbiamo veduto con i nostri occhi, Colui che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato, cioè il Verbo della vita, lo annunziamo a voi” (1Gv 1,1-4).

Sì, abbiamo toccato il Verbo della Vita in quella umanità misera e sofferente, abbiamo toccato e carezzato il Verbo della Vita nei volti di quei bimbi mangiati dalle mosche, eppur sorridenti e ansiosi di giocare con te, di toccarti, di farsi prendere in braccio. Eri Tu, mio Signore crocifisso. Ed è Te che vogliamo annunciare a questo mondo abbrutito dall’opulenza e dall’indifferenza che uccide più della spada. È Te, mio Gesù, che vogliamo annunciare, parlando delle miserie umane, originate e strutturate dal peccato che, come il cancro, è invasivo nell’animo umano. È il tuo essere Verbo della Vita che vogliamo comunicare affinché la gioia della Tua presenza possa essere partecipata ad ogni uomo, perché il fuoco della Tua Parola accenda i roghi delle nostre superbie e dei nostri egoismi, perché ogni uomo possa essere ammesso alla tavola universale dell’amore, per spezzare insieme il pane fragrante dell'ospitalità, il pane profumato dell'accoglienza, il pane saporito della solidarietà, il pane croccante della gioia.

Gesù vedendo le folle si commosse perché erano come pecore senza pastore. E si mise ad insegnare loro molte cose”. Signore, continua a farci commuovere, a non vergognarci delle lacrime che rigano il volto quando si tocca tanta miseria, continua a scuoterci e a rimuovere le aridità del nostro cuore. Gesù, continua a commuoverti per questa nostra povera umanità, bisognosa di Pane, bisognosa di Parola, bisognosa di Te.

mons. Mario Salerno

Etiopia 2014

Con Tommaso Ferri, Enzo Indelli, Roberto Giorgione, Cleo e Jessica ci incontriamo con don Luigi Mazzuccato e altri amici per la visita missionaria in Etiopia, e precisamente l'ospedale di Wolisso, affidato ai Medici con l'Africa /Cuamm.


Missione di Jaiba 2011



VISITA MISSIONARIA IN BRASILE

10-26 AGOSTO 2011
Dopo aver visitato, nel febbraio 2007, la missione di Jaiba che si stava avviando, vi sono ritornato nel mese di agosto 2011  (10-26) insieme con suor Nazarena e suor Hasina, vivendo giorni intensissimi di incontri con le famiglie, con i bambini, con le comunità sparse su un territorio molto vasto e non facilmente raggiungibile. Qui ho vissuto le mie “ferie” e sono stati giorni “santi”, che il Signore, nella sua infinita misericordia, ha voluto donarci.


Dopo aver sostato per qualche giorno, in san Paolo, quartiere di Santo Amaro, nella casa delle suore di Vila Acalanto, ci siamo spostati, con volo interno, a Montes Claros e da qui, dopo tre ore di macchina, siamo giunti a Jaiba la sera del 13 agosto, in piena festa cittadina e parrocchiale per la solennità di Maria Assunta, Nossa Senhora da Gloria, patrona della parrocchia e della città.



Dopo la festa dell’Asssunta, abbiamo cominciato a visitare famiglie e comunità. Nei lunghi e faticosi e polverosi tragitti che abbiamo percorso in questi giorni, il pensiero del viaggio di Maria da Nazareth ad Ain Karim è stato di grande consolazione, conforto e sostegno e nel suo cuore di Madre abbiamo deposto il nuovo impegno a favore di quella complessa e trascurata diocesi, porzione del popolo di Dio, che crediamo vada amata e servita, per quello che le nostre povere forze potranno fare.



Le Famiglie vengono seguite non solo con il tichet alimentare mensile, con le adozioni a distanza,  ma anche con la costruzione di nuove “casette” in mattoni per toglierle da ricoveri precari.





Le Comunità, soprattutto quelle rurali e lontane dal centro, vengono raggiunte per celebrazioni, catechesi e assistenza.



Circa 250 Ragazzi  vengono accolti nel Progetto Vita”, garantendo loro formazione culturale e spirituale, attività artigianali e ludiche, per una crescita umana e cristiana, all’insegna dello slogan: “Fare oggi è migliorare il domani”.


Procede con intensità l’attività di panetteria, che coinvolge decine di persone e il ricavato della vendita viene utilizzato per finanziare le attività del “Progetto Vita” a servizio dei ragazzi. Ora è in costruzione la nuova panetteria che consente di tenere insieme laboratorio e punto vendita.
 

“Voi stessi fratelli sapete bene che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata vana … Ci sentiamo consolati a vostro riguardo … Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell’amore vicendevole”.



 Con queste parole di san Paolo, nella liturgia eucaristica feriale, ci siamo congedati dalle Suore Ancelle che ci hanno accolto e rimangono in missione per continuare a gettare il seme della Parola e spezzare il Pane della Carità.

La nostra visita non è stata inutile, avendo potuto verificare il servizio che si svolge in quella terra di frontiera, avendo potuto incontrare tante persone, ognuna con la sua storia, tanti volti accarezzati e benedetti, tante comunità con cui condividere gioie e speranze.

Ci sentiamo davvero consolati dalla grazia di Dio che opera, in silenzio, lontano dai clamori mediatici, portando frutti di bene e di speranza.

L’augurio e l’impegno, per tutti, qui e lì, è di continuare a crescere abbondando nell’amore vicendevole perché “pienezza della legge è la carità”.
Il Vescovo Dom José Ronaldo Ribeiro e padre Leone, passionista, in visita nella casa delle Suore.